| Corea, un Alonso da favola vince e va in testa al Mondiale |
| Scritto da M.D |
| Lunedì 25 Ottobre 2010 07:43 |
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YEONGAM (Corea del Sud), 24 ottobre 2010 – Nella roulette impazzita del primo GP di Corea, corso sotto la pioggia, lo zero esce sulla casella della Red Bull, ma a fare il pieno e sbancare (forse) il Mondiale è la Ferrari, che trionfa con Alonso (il quale va in testa alla classifica) in una corsa cominciata con 16 giri dietro la safety car in una bufera d’acqua che sembrava persino mettere in discussione la gara (e nella quale per altre due volte è stato necessario l’intervento della SC, per le situazioni di pericolo che si erano create). emozioni — Webber si elimina da solo, Vettel rompe il motore non appena era stato superato da Alonso, al 46° giro, in una fumata che sembrava avvolgere tutta una stagione, per le macchine blu. Alonso, che al via era appaiato in classifica a Vettel e staccato di 14 punti da Webber, porta a casa 25 punti che lo proiettano in testa a 231 punti, a +11 su Webber e +21 su Hamilton, secondo ma che paga con un errore insolito un “regalo” ancora più sorprendente della Ferrari, che per un attimo l’aveva proiettato al secondo posto (e alla fine avrebbe potuto essere vittoria…). Sul podio finisce anche Massa, bravo a non commettere errori su una pista a dir poco insidiosa. Dietro sono finiti nell’ordine – e a punti - Michael Schumacher, Kubica, Liuzzi, Barrichello, Kobayashi, Heidfeld e Hulkenberg. Missing in action Button (12°), che esce definitivamente di scena nella corsa al titolo. avvio difficile — Alle 15, ora prevista di inizio gara, il nuovo circuito coreano è sommerso dalla pioggia, prima lo start viene rinviato, poi si prova per tre giri dietro la safety, poi si decide di sospendere, considerata la visibilità pressoché nulla. Quando si riprende, per 16 giri è la safety a menare le danze in un monotono serpentone che gira in quasi 3’, contro l’1’35” 659 della pole di ieri. La prima grande sorpresa arriva al 17° giro, quando la “vera” gara era in pratica appena iniziata. Webber va sull’erba sintetica alla curva 11 e si gira, Alonso riesce a schivarlo ma Rosberg, che aveva fulminato Hamilton con un sorpasso super, non può evitare di centrarlo. Entrambi fuori gara. “Non era il mio giorno – filosofeggia l’australiano, che solo nel GP d’Europa, quest’anno, non aveva raccolto punti – Ma il Mondiale non è finito”. Certo che no, ma a Vettel non sembra vero di accettare il regalo della sorte e volare verso il successo. Alonso, sfortunatissimo al cambio gomme, quando il meccanico che si occupa dell’anteriore destro perde il dado, scivola in terza posizione ma non fa in tempo a disperarsi che Hamilton, il quale aveva approfittato dell’inconveniente al box Ferrari, va lungo alla prima curva, restituendo al ferrarista il posto d’onore.
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Ottobre 2010 08:12 |















